disturbi del comportamento alimentare“Qualunque cosa tu possa fare,

o sognare di poter fare, incominciala.

L’audacia ha in se’ genio, potere, magia.

Incomincia adesso.“

Johann Wolfgang Goethe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I disturbi del comportamento alimentare

 

I disturbi del comportamento alimentare, colpiscono in modo particolare bambini e giovani adulti, con frequenza sempre in aumento sia nei paesi occidentali che nel resto del mondo. Negli ultimi venti anni, la diffusione di questa patologia è aumentata in modo impressionante, al punto che si è parlato di epidemia. Se alcuni decenni fa i casi complessivi di disturbo del comportamento alimentare erano rari in una intera scuola superiore, adesso è possibile individuare più casi presenti nella stessa classe.

I disturbi dell’alimentazione, rientrano in quei “disturbi del comportamento alimentare/o di comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico e che non sono secondari a nessuna condizione medica o psichiatrica conosciuta”. Si distinguono due principali disturbi dell’alimentazione; anoressia nervosa e bulimia nervosa. Esistono poi i disturbi dell’alimentazione atipici, come il disturbo dell’alimentazione incontrollata, che negli ultimi anni ha suscitato molto interesse.

La disfunzione consiste nel fatto che, le persone affette da questo disturbo, valutano sè stesse in modo esclusivo in base al peso e alle forme corporee. I comportamenti disfunzionali, sono strettamente legati allo schema di autovalutazione disfunzionale, che va ad alimentare una serie di condotte che si verificano nei casi in cui una persona attribuisce un’eccessiva importanza all’alimentazione, come: la preoccupazione per l’alimentazione, il peso e le forme corporee, condotte di eliminazione, come vomito autoindotto o eccessivo esercizio fisico.

La bulimia nervosa si avvale di uno stile alimentare basato sul tentativo di perdita del peso interrotto dalle abbuffate (episodi in cui si assumono grandi quantità di cibo con sensazione di perdita di controllo). A prevalere, è l’accentuata percezione della persona a sentirsi grassa. Successivamente, subentrano le condotte di eliminazione, per cui il soggetto si provoca il vomito, utilizza sconsideratamente lassativi o diuretici. E’ così che, a periodi di dieta ferrea, si alternano periodi di abbuffate incontrollate. La combinazione di alimentazione ridotta e abbuffate, associate ad altre condotte eliminatorie fa sì che la paziente si presenti spesso in lieve soprappeso, ma sia anche normopeso, pur senza mai raggiungere il sottopeso osservato nell’anoressia.

La caratteristica principale dell’anoressia nervosa è il rifiuto del cibo, ma chi soffre di tale disturbo ha sempre una intensa fame e appetito. Il rifiuto di mangiare nasce dalla forte paura di ingrassare e dalla necessità di controllare l’alimentazione. Per evitare di ingrassare, chi soffre di anoressia nervosa mette in atto una serie di comportamenti tipici del disturbo quali seguire una dieta ferrea, fare esercizio fisico in maniera eccessiva, indursi il vomito dopo aver mangiato anche piccole quantità di cibo. Possono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come: pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come “grasse”. Nei soggetti con anoressia nervosa, i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso, viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale, viene esperito come una inaccettabile perdita delle capacità di controllo.
Sebbene alcuni possano rendersi conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti con questo disturbo, negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica del loro stato.

Il disturbo da alimentazione incontrollata, che si differenzia dalla bulimia in quanto vi sono abbuffate ma senza le condotte di compenso. Gli individui soggetti a questo tipo di disturbo non seguono una dieta ed hanno la tendenza di mangiare in eccesso anche al di fuori delle abbuffate, da questo deriva il fatto che spesso i pazienti soggetti al disturbo da alimentazione incontrollata, risultino spesso obesi o comunque in soprappeso. Ciò nonostante, al peso e alle forme corporee viene attribuita un’importanza pressoché eccessiva, sebbene in una ricerca emerga che, l’insoddisfazione corporea risulti minore rispetto ai soggetti affetti da anoressia nervosa. Il disturbo da alimentazione incontrollata, può scaturire in individui con passati episodi di bulimia o anoressia.

L’intervento in questo tipo di disturbo è di tipo integrato, in quanto accanto alla psicoterapia ci si avvale della competenza di un nutrizionista che segue la persona dal punto di vista dell’alimentazione. Questo tipo di collaborazione, permette d’intervenire sia sull’aspetto psicologico sia sull’aspetto alimentare.