ipnosi ericksoniana“… E voglio che tu scelga un momento nel passato

in cui eri una bambina piccola piccola…

E la mia voce ti accompagnerà.”

Milton Erickson

 

 

 

 

 

Ipnosi Ericksoniana e Clinica

 

L’ipnosi è uno stato elettivo di consapevolezza, dalla quale scaturiscano utili cambiamenti psicologici, neuroendocrini, metabolici ed in generale biologici, rappresentando una condizione particolare, in cui i cambiamenti possono compiersi in sicurezza. Nel 1958 la American Medical Association, la American Psychiatric Association e la British Medical Association, hanno approvato l’ipnosi come uno strumento terapeutico valido. Anche in Italia, oggi, sono numerosissime le ASL che riconoscono tale terapia.
Durante l’ipnosi, il fisico e la mente conscia sono in uno stato di rilassamento, mentre la mente conscia rimane in uno stato di alta ricettività.

E’ bene sottolineare che, l’ipnosi ericksoniana non ha nulla a che vedere con “l’ipnosi magica” effettuata da abili illusionisti, con effetti scenici visibili anche nei film.

L’ipnosi è un processo di comunicazione della e con la mente di una persona, che permette alle parti consce e inconsce di creare un consenso fra di loro.

Nell’ipnosi ericksoniana, il terapeuta accompagna il paziente in un percorso di scoperta e di utilizzo delle proprie risorse inconsce, affinché possano realizzarsi i cambiamenti desiderati.
Gli interventi effettuati hanno carattere apparentemente minimale, l’attenzione del terapeuta è volta a cogliere i micro-segnali che indicano lo stato attuale del paziente e il livello raggiunto nella sua evoluzione personale. Il paziente viene rispettato e onorato.
L’approccio ericksoniano all’ipnosi è di tipo naturalistico: si fonda sul riconoscimento ed il potenziamento delle risorse ipnotiche, che sono presenti in misura diversa nelle persone. Erickson definiva l’ipnosi profonda: “…il livello di ipnosi che permette al soggetto di funzionare in modo adeguato a livello inconscio senza interferenze della mente cosciente”.

L’importanza relativa all’uso dell’ipnosi nella psicoterapia, non è legata alla maggiore suggestionabilità del paziente, che non sempre si verifica, ma alla possibilità di evocare i fenomeni di trance più utili al raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Spesso accade, che non ci sia neanche bisogno che sia l’ipnoterapeuta ad avviare specifiche risposte ipnotiche nel soggetto: molti dei classici fenomeni ipnotici, di fatto, sono stati scoperti quasi per caso come espressioni spontanee e naturali del comportamento umano, che si manifestano durante la trance anche senza alcuna suggestione.

L’ipnosi ericksoniana, rispetto agli altri metodi di psicoterapia ipnotica, si avvale di una modalità tecnica di ipnosi elastica e maggiormente adattabile alle peculiarità di ciascun singolo soggetto. In trance, è principalmente il soggetto a condurre la comunicazione ipnotica, attraverso le indicazioni che direttamente o indirettamente offre all’ipnoterapeuta e questo scambio funge da guida durante il trattamento,  permettendo l’accesso ad una grande varietà di risorse che la trance contribuisce a far emergere spontaneamente.

L’ipnosi terapeutica può aiutare a sciogliere disagi e risolvere patologie quali: agorafobia, ansia, attacchi di panico, gestire le emozioni, preparazione al parto, fobie, dolori cronici, dipendenza da fumo e da alcool.