terapia di gruppo“Oggi non è che un giorno qualunque
di tutti i giorni che verranno,
ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno
dipende da quello che farai oggi.”

Ernest Hemingway

 

 

 

 

 

 

Terapia di gruppo

Se in un primo momento, la psicoterapia di gruppo è nata con l’intento di andare incontro alle esigenze economiche dei pazienti, in un tempo successivo si è osservato come il gruppo presenti delle peculiari caratteristiche che favoriscono lo sviluppo di relazioni, la nascita di legami identificativi, la creazione di una cultura comune e potenti meccanismi trasformativi. Più volte è stato sottolineato come, il gruppo non è la semplice somma degli individui che lo compongono. Il gruppo è, infatti, contemporaneamente e paradossalmente, sia un intero o un contenitore, sia un fatto o un’esperienza. Ne consegue che, i gruppi possiedono capacità curative che vanno ben oltre il superamento del senso di alienazione, dell’isolamento sociale e della possibilità di condividere il proprio disagio con altre persone.

L’esperienza del gruppo è una percezione e possiamo aggiungere anche una emozione, cioè l’essere in un gruppo produce una serie di sensazioni percettive, ma anche emotive e tutto questo va a costituire la raffigurazione del gruppo.

A prescindere dall’orientamento di base del gruppo terapeutico, alcune funzioni sono presenti in ciascuna terapia di gruppo. Secondo Yalom, i fattori terapeutici generali validi per tutti gli approcci gruppali sono:

  • universalità: il paziente trae beneficio dal rendersi conto che tutti i suoi sintomi possano essere condivisi;
  • acquisizione di nuove informazioni: la pluralità che caratterizza il gruppo è fonte, inevitabilmente, di notizie e chiarimenti sui problemi condivisi;
  • instillazione di speranza: il farsi coraggio, vicendevolmente mobilità l’ottimismo tra i partecipanti e la sensazione di potercela fare;
  • cambiamento del copione familiare: il gruppo consente la messa in scena, attraverso un delicato gioco di transfert e controtransfert, di vecchi drammi familiari, che con la presenza esperta del terapeuta possono essere rivisitati e cambiati al fine di raggiungere migliori livelli di benessere;
  • altruismo: i partecipanti al gruppo, sperimentano l’importante vissuto di essere non solo bisognosi, ma anche competenti e in grado di soddisfare richieste altrui, attraverso le loro indicazioni o suggerimenti;
  • sviluppo di tecniche di socializzazione: il gruppo svolge una fondamentale funzione di specchio. I partecipanti, attraverso feedback e risposte, aiutano e sono aiutati nell’acquisizione di una più accurata autopercezione. La nuova consapevolezza è alla base per un successivo cambiamento di interazione sociale;
  • comportamento imitativo: ogni paziente ha la possibilità di osservare e prendere a modello gli aspetti positivi del comportamento degli altri partecipanti e del terapeuta;
  • apprendimento interpersonale: ogni partecipante, per migliorare la situazione attuale, deve attraversare diversi stadi. In primo luogo è indispensabile rendersi conto delle proprie modalità di interazione sociale e delle conseguenze che esse hanno sugli altri e su se stesso, quindi, deve modificare tali modalità, attraverso la sperimentazione, nel gruppo, di nuovi comportamenti e infine deve verificare se essi risultano effettivamente più adeguati e rispettosi per tutti;
  • coesione di gruppo: i partecipanti sperimentano la sensazione che, qualcosa di importante sta per avvenire all’interno di un contesto protetto e accogliente. La coesione di gruppo, altro non è che la percezione dell’esistenza di un setting o un contenitore, le cui “pareti” sono formate dai vari membri e dalla loro voglia di far parte del gruppo;
  • catarsi: il contesto gruppale, sviluppa la potenzialità liberatoria attraverso l’immedesimazione nell’altro e nelle sue problematiche;
  • fattori esistenziali: non costituiscono di per se un fattore di cambiamento, ma una consapevolezza necessaria, affinché gli eventi avversi della vita possano essere vissuti con meno drammaticità. Essi comprendono la responsabilità, la solitudine, il senso dell’esistenza, la morte.

Nella terapia di gruppo, il terapeuta tratta con un certo numero di pazienti contemporaneamente. Durante le sedute di terapia di gruppo l’attenzione può essere focalizzata su uno dei partecipanti, mentre gli altri ascoltano e partecipano attivamente. Inoltre, molti traggono conforto e sostegno semplicemente dalla consapevolezza che anche altri hanno problemi simili ai loro. Grazie ai feedback del terapeuta e degli altri partecipanti, ogni membro comincia a prendere maggiore consapevolezza di sé e delle proprie dinamiche ed, eventualmente, a cambiare ciò che merita di essere cambiato. Di fatto, il personale e genuino modo di essere, molto presto si presenterà nel gruppo, tanto che ogni individuo ripropone nel gruppo le stesse dinamiche interpersonali che caratterizzano la sua vita relazionale. Nel corso del gruppo, il paziente apprende a considerare sia i commenti positivi che le critiche negative come feedback costruttivi, al fine di assumere un comportamento più cooperativo.